Questo ennesimo logodimmerda è un’opportunità per il brand design siciliano.

Prendi un gruppo eterogeneo di persone che fanno lo stesso mestiere sullo stesso territorio. Chiamiamoli Desainah Siciliani. DS. No.
Facciamo DESS.

Hanno molto in comune i DESS, ma di solito non se ne accorgono.
Si concentrano sulle rispettive differenze, hanno interessi che entrano spesso in conflitto. Interagiscono a volte con fatica, creano dinamiche da orticelli ed erbe del vicino e camminarsi affianco, remare nella stessa direzione, è sempre molto faticoso.
Quando si prendono la briga di provare a condividere un po’, i DESS ne rimangono tragicamente scottati, come coi fidanzati fedifraghi.
Delusi e amareggiati, spesso scelgono di non provarci mai più, optano per l’indifferenza reciproca e continuano per la loro strada, spesso salpando per nuovi lidi.

Adesso però dagli un nemico comune. Così, de botto.
Meglio se troppo colorato, crenato in negativo e pagato diverse decine di migliaia di euro.
Droppaglielo così, sui social, in un pomeriggio di giugno, mentre lavorano in smart working e si assicurano che il conto dei nuovi positivi regionali sia rimasto intorno allo 0.

Ti intaseranno i feed di dichiarazioni basite e dank meme.
Quello che forse non sanno è che potrebbero anche sollevarti il mondo.

Il Nemico

Il nemico arriva travestito da logo, il nemico non è il logo.
Il logo è un ambasciatore che porta pena.
Il nemico è la felicità. O meglio, l’accusa di essere felici.
Abbiamo finalmente scoperto di cosa esplode la Sicilia: di gioia.
E ci rode un sacco. Madonna quanto ci rode.

Il logo, che sia progettato con consapevolezza o meno, diventa sempre simbolo. Vediamo, di cosa è simbolo questo?

Sole, mare, arance, speranza(?), cielo, lava.
Sì e poi anche Expo stampato con il profilo colore sbagliato.
Ok, Google, cerca immagini per “brand isola”.
Fai “moltiplica” che dobbiamo consegnare.
Merda, hanno scelto questo.
Adesso come cazzo lo piazzo su ste foto.
Il contratto il mese prossimo? Sta volta sicuro però, si?

Ecco di cosa è simbolo, per me. Ma io sono una DESS e per carità, non sono certo in target. Il logo deve parlare con il turista. Lo deve incuriosire, lo deve convincere a prenotare. Lo deve accogliere, guidare. Gli deve raccontare, lo deve coccolare. Gli deve ricordare, gli deve fare venire voglia di tornare.

Dici che il logo da solo non ce la fa?
E se ci aggiungo una campagna promozionale su internet, comprensiva di video e servizio di traduzione dei testi?

Per fare tutta quella roba lì serve un’operazione di Branding Territoriale, di cui il logo dovrebbe essere, appunto, un simbolo.

Un insieme di strategie e azioni di comunicazione coordinate, che richiedono progettazioni complesse e il coinvolgimento di molte figure professionali.
Uno sforzo di lavoro corale che richiede l’impiego di risorse dai volumi grossi.

Questo l’Europa lo sa. Lo fa da anni. E fa partire bandi per grosse cifre. Quelle grosse cifre che indinniano i più ogni volta che esce fuori la notizia di un nuovo logodellacittà.

Ste grosse cifre servirebbero davvero però, sarebbero quello che realmente serve per intervenire con efficacia. Per mettere in moto i meccanismi virtuosi del mercato del lavoro. Tutta quella roba lì, che ci piacerebbe tanto avere, ma che, per qualche ragione, non si capisce mai come ottenerla.

L’Europa i bandi li fa partire soprattutto per quei territori che hanno un grande potenziale, ma che non si applicano. Che di turismo ci potrebbero campare, ma.

esempio di dank meme a corredo di dichiarazione basita. auto-courtesy.

In Sicilia potremmo vivere di solo tur…

Potremmo. Vuol dire che attualmente non succede, almeno non come potrebbe succedere. Non al massimo del suo potenziale.

A dispetto delle cicliche folate di vento celebrativo dai Forbes e i New York Times di turno, che ci provano fortissimo a procurarci gli americani in estate, i numeri del turismo siciliano non sono dei migliori.
E anche se si cresce un po’ ogni anno, sembra che al momento ci portiamo in vacanza solo il 3,5% dei turisti che visitano l’Italia. Per capirci, nel 2019 in Trentino-Alto Adige (che ha una superficie di 13.605 chilometri quadrati contro i 25.832 della Sicilia) i turisti sono stati il 12% del totale nazionale.

Perchè?

La Sicilia è un bellissimo museo diffuso che va valorizzato tutto. Per farlo occorre investire su infrastrutture e servizi connessi.

Lo ha detto il presidente di Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella, ma non c’è persona che lavori nel settore, in Sicilia, a cui non ho sentito parafrasare lo stesso concetto.

Ogni progetto istituzionale che nasce in Sicilia, ogni iniziativa amministrativa è una piccola isola artificiale. Quando sei fortunato è abitata da qualcuno, troppo spesso invece è un’isola vuota, disabitata, che non serviva costruire perché nessuno si era preso la briga di chiedere se servisse a qualcuno, prima di costruirla.
In ogni caso si tratta di isole. I siti archeologici, le riserve naturali, i progetti culturali sui quali associazioni ed enti virtuosi si spaccano la schiena ogni giorno, sono isole.

Ecco, un branding territoriale, sviluppato correttamente, può essere il ponte tra queste isole. Un legame di senso, una mappa, una soluzione.
La soluzione per fare crescere quei numeretti e trasformare il condizionale in futuro.

Sì, ho detto ponte. Capito come funzionano i simboli?
Dico ponte e tu subito a pensare che non succederà mai.

È qui che ti volevo, amico, amica DESS. Lo so che mi stai leggendo.
Tutto questo l’ho scritto sopratutto per te e quindi anche un po’ per me.
Questa è la nostra chiusura carica di speranza.
Ci leggi un sottotesto cinico? Smettila.

Adesso abbiamo un nemico comune. Concentrati su questa rabbia.

Prendiamola tutta questa rabbia e facciamoci qualcosa di bellissimo.
Facciamoci male insieme. Sbagliamo e riproviamoci, ma facciamolo insieme.

--

--

prof at Abadir, creative director at Suq.Magazine, one of AVAJA, cat feeder, good girl.

Love podcasts or audiobooks? Learn on the go with our new app.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store